Rassegna stampa

Si del consiglio comunale al ritorno del bigliettaio sui bus

 Roma, 1 ago. - (La Repubblica)

 

STOP a chi non paga il biglietto sull’autobus. Così il consiglio comunale, nella notte, ha approvato un ordine del giorno che chiede al sindaco di istituire la figura del bigliettaio nelle linee con maggior flusso di utenti.

 A proporlo è il consigliere del Pdl, Francesco Orsi. Per ora è solo una proposta, un suggerimento che il consiglio invia al primo cittadino e agli assessori competenti, ma presto potrebbe anche essere realtà.

“E’ preoccupante  il rapporto utenza - biglietti obliterati – sottolinea Maurizio Berruti, consigliere Pdl – la figura del bigliettaio potrebbe tornare ad essere indispensabile con proficui risultati non solo economici ma anche d’immagine”.

"UNA SCELTA DIFFICILE MA INEVITABILE. E ORA AVANTI CON LE RIFORME"

 

 Care amiche e cari amici Promotori della Libertà,

ieri abbiamo dovuto compiere una scelta difficile, ma ormai inevitabile, perché "così" non si poteva più andare avanti. Siamo stati obbligati a prendere atto che la fiducia del Popolo della Libertà nei confronti del ruolo di garanzia del Presidente della Camera è venuta definitivamente a mancare, e questo si è verificato non per una nostra scelta. Sono stati invece l'onorevole Fini e alcuni parlamentari a lui vicini, per i quali è stato chiesto l'intervento dei probiviri, a provocare questa insanabile divaricazione, che ha creato sconcerto tra i nostri sostenitori, che ha costernato i nostri elettori e che ha creato un grave logoramento dell'immagine del Popolo della Libertà.

Per questo siamo stati costretti a dichiarare in modo ufficiale, con un documento votato da 33 dei 36 componenti dell'Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà, che riteniamo le posizioni dell'onorevole Gianfranco Fini e dei suoi seguaci come assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del nostro movimento, con gli impegni che abbiamo assunto con gli elettori e con l'attività politica del Popolo della libertà.

Vi chiedo di portare a conoscenza degli italiani, al di là di quanto pubblicato sui giornali, la versione più vera di quanto è accaduto.

Per due anni, mentre il Governo affrontava con successo sfide difficilissime, prima fra tutte la crisi economica più grave dal 1929, riuscendo a tutelare le famiglie e le imprese e a portare l'Italia fuori dalle difficoltà meglio di tutti gli altri paesi europei, altri all'interno della nostra formazione politica remavano contro: è accaduto infatti che alcuni eletti dal Popolo della Libertà, sempre sostenuti purtroppo dall'onorevole Fini, hanno lavorato in modo sistematico per svuotare, rallentare, bloccare il nostro lavoro. Peggio, hanno offerto una sponda ai nostri nemici: all'opposizione, ai settori politicizzati della magistratura, a certa stampa, ai peggiori giustizialisti, accreditando in questo modo un'immagine falsa e diffamatoria del Popolo della Libertà.

Fini e quei deputati che l'hanno seguito hanno dimostrato di essere lontanissimi dalla nostra cultura liberale. Nello stesso tempo, con il pretesto del diritto di critica, un diritto scontato nel nostro movimento perché davvero non c'è altra compagine in cui sia più libera la discussione e la proposta, hanno cercato di riportare in vita i metodi peggiori della Prima Repubblica, dalla divisione in correnti fino alla mediazione continua che paralizza tutto, e hanno iniettato nel nostro movimento il virus della disgregazione.

Se questo tentativo avesse avuto successo, sarebbe stato vanificato il significato stesso del Popolo della Libertà: una politica nuova, ispirata direttamente dal popolo in stretto contatto con il suo leader, una politica basata sulla moralità del fare, sulle riforme, sulle grandi battaglie di libertà. Ma non sono riusciti a prevalere: la stragrande maggioranza dei Parlamentari, degli eletti, dei dirigenti e dei militanti del Popolo della Libertà, provenienti da Forza Italia, da Alleanza Nazionale, e dagli altri partiti, hanno confermato di voler essere leali all'impegno preso con gli elettori che ci hanno votato.

Vi leggo le conclusioni dell'Ufficio di Presidenza di ieri:

"La condivisione di principi comuni e il vincolo di solidarietà con i propri colleghi di partito sono fondamenti imprescindibili dell'appartenenza a una forza politica. Partecipare attivamente e pubblicamente a quel gioco al massacro che vorrebbe consegnare agli organi di stampa, ai nostri avversari politici e a qualche Procura della Repubblica i tempi, i modi e perfino i contenuti della definizione degli organigrammi di partito e la composizione degli organi istituzionali, è incompatibile con la storia dei moderati e dei liberali italiani che si riconoscono nel Popolo della Libertà.

Si milita nello stesso partito quando si avverte il vincolo della comune appartenenza e della solidarietà fra i consociati. Si sta nel Popolo della Libertà quando ci si riconosce nei principi della grande famiglia della libertà e della democrazia in Europa, il Partito del Popolo Europeo, che al primo posto mette la persona e la sua dignità. Assecondare qualsiasi tentativo di uso politico della giustizia; porre in contraddizione la legalità e il garantismo; mostrarsi esitanti nel respingere i teoremi che vorrebbero fondare la storia degli ultimi sedici anni su un "patto criminale" con quella mafia che mai come in questi due anni è stata contrastata con tanta durezza e con tanta efficacia, significherebbe contraddire la nostra storia e la nostra identità.

E poi le conclusioni finali.

Per queste ragioni questo ufficio di Presidenza considera le posizioni dell'On. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attività politica del Popolo della Libertà.

Di conseguenza viene meno anche la fiducia del Popolo della Libertà nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni."

I finiani hanno risposto "Nessun presidente della Camera ha dato mai le dimissioni". E anche qui non hanno detto il vero. Nel luglio del 1969, verificatosi una situazione di divisione analoga nel Partito Socialista con la sinistra socialista, il Presidente Pertini, che era un grand'uomo e che aveva aderito alla sinistra, ritenne doveroso dimettersi e mandò a tutti una lettera con questa dichiarazione:

"Correttezza vuole ch'io metta a vostra disposizione il mandato da voi affidatomi".

Spero che Pertini possa insegnare a qualcuno il modo in cui ci si debba comportare.

Tornando a noi, abbiamo i numeri per andare avanti, così come abbiamo ben chiaro il programma da completare e, grazie a questa scelta sofferta ma necessaria, siamo nelle condizioni di governare più sereni e nella chiarezza. Abbiamo davanti tre anni nei quali, superate le emergenze e accantonate le polemiche inutili, ci dedicheremo con determinazione alle riforme: la grande riforma della giustizia, la riforma fiscale per diminuire le tasse, la riforma dell'architettura istituzionale dello Stato. Abbiamo promesso agli italiani un Paese più moderno, più libero, più sicuro, più prospero, meno oppresso dal fisco e dalla burocrazia. Vogliamo riuscire a realizzarlo entro la fine di questa legislatura.

Ma è una sfida che ha bisogno del vostro supporto, cari Promotori della Libertà.

La vostra missione è di portare a conoscenza degli italiani la verità dei fatti, smentendo le mistificazioni e le ricostruzioni distorte e interessate su tutto ciò che ci riguarda, come i nostri avversari stanno già cercando di diffondere, nel tentativo di disorientare ancora di più i nostri elettori. Solo così il Popolo della libertà potrà rimanere di una forza politica coesa, libera nella discussione ma compatta nelle decisioni, una forza politica soprattutto unita nella volontà di fare le riforme. Una forza politica che non ripercorra gli errori dei vecchi partiti, che deve sapere identificarsi sempre più con tutti gli italiani che non si riconoscono nella sinistra, che amano la libertà, che vogliono restare liberi e che sono la maggioranza degli italiani.

Per quanto mi e ci riguarda, continuerò ad impegnarmi per dare piena attuazione al progetto nato due anni fa, dalla gente, a Milano in piazza San Babila, per far sì che questo progetto si radichi fra la gente e sia il partito della gente, perché la nostra bandiera sia presente in ognuno degli 8.000 Comuni che costituiscono l'Italia, in ognuna delle oltre 60.000 sezioni elettorali tramite le quali gli italiani scelgono con il voto da chi vogliono essere governati.

Sono certo che ciascuno di voi sarà come sempre anche questa volta al mio fianco per vincere le difficili sfide che abbiamo di fronte, per il bene dell'Italia e di tutti gli italiani.

Grazie ancora per il Vostro sostegno.

E permettetemi, dato che siamo all'inizio del mese di agosto, di augurare Buone vacanze a Voi e ai vostri cari.

Silvio Berlusconi

I NOSTRI SUCCESSI CONTRO LA CRIMINALITA'

Care amiche e cari amici Promotori della Libertà,


questa settimana dovete essere portatori nei nostri gazebo di un messaggio importante: di una notizia molto positiva sui successi del Governo contro la criminalità organizzata. E' un messaggio preciso che fa anche piazza pulita del clima assurdo e giacobino, creato da alcuni giornali che stanno mettendo in atto una nuova vergognosa montatura già smentita dai fatti, tentando di coinvolgere il Presidente del Consiglio e il Popolo della Libertà in vicende poco chiare da cui siamo lontani anni luce.
Quanto al Popolo della Libertà, voglio ricordare ancora una volta che la nostra è la prima forza politica in Italia. Abbiamo vinto tutte le sfide elettorali degli ultimi due anni: le elezioni politiche, le elezioni europee, le elezioni amministrative, le elezioni regionali. Siamo quindi il pilastro portante del Governo, e nella realtà e nei numeri non ci sono ipotesi diverse di Governo. Siamo di fronte all'ennesimo tentativo della sinistra di ribaltare per via giudiziaria il risultato delle urne, siamo di fronte all'eterna pretesa e all'eterno sogno della sinistra di far diventare maggioranza la minoranza, con un gioco di prestigio.
Ma vengo al messaggio che dovete diffondere attraverso i vostri gazebo. La ferma azione di contrasto della criminalità organizzata, portata avanti dal nostro Governo con leggi e con provvedimenti mirati allo scopo, ha conseguito questa settimana un altro grande successo, che non ha precedenti. Con una operazione che è stata preparata nei minimi particolari, i carabinieri e la polizia hanno arrestato più di 300 affiliati della 'ndrangheta, hanno arrestato il capo dei capi della stessa organizzazione criminale, e hanno sequestrato patrimoni mafiosi per decine di milioni di euro. 
Ancora una volta, grazie a noi e alle nuove leggi che abbiamo introdotto, lo Stato è tornato a fare lo Stato, con l'obiettivo di sconfiggere tutte le organizzazioni criminali e quindi non solo la mafia ma anche la 'ndrangheta, la camorra e la Sacra corona unita. Noi siamo assolutamente determinati, noi vogliamo liberare l'Italia da questo male oscuro, vogliamo estirpare questo anti-Stato una volta per tutte: è una priorità del nostro Governo, una priorità che ci siamo impegnati a completare entro i prossimi tre anni e a cui lavoriamo ogni giorno con forte determinazione.
E in effetti, i numeri, i fatti parlano chiaro e dimostrano che nessun Governo ha fatto meglio del nostro nella storia della Repubblica italiana.
Mediante 589 operazioni - blitz delle forze dell'ordine sono stati eseguiti 6286 arresti, avete capito bene, sono 6286 i presunti appartenenti ad organizzazioni criminali che sono stati arrestati, sono stati tratti tra questi in arresto 388 latitanti, tra cui 26 dei primi 30 latitanti ritenuti i più pericolosi e sono stati sequestrati beni per oltre 13 miliardi di euro. Risultati straordinari.
 
Tutto questo è frutto della nostra precisa strategia di contrasto, lotta alle organizzazioni criminali. Vi ricordo che fino allo scorso mese di gennaio la parola 'ndrangheta non esisteva nelle leggi in vigore in Italia. L'abbiamo inserita noi con un provvedimento del Consiglio dei ministri che avevamo appositamente voluto convocare e tenere a Reggio Calabria il 28 gennaio di quest'anno. Questa 'ndrangheta è responsabile di reati gravi come il traffico di droga, il traffico di armi, l'usura, l'estorsione e si è anche infiltrata nel mondo degli appalti pubblici.
Siamo quindi orgogliosi di aver introdotto nuove norme assolutamente efficaci contro tutte le mafie, e sono delle misure che stanno dando importanti risultati.
 
Il nostro Governo si conferma così come il Governo della legalità, il Governo che più di ogni altro ha contrastato, contrasta e contrasterà con successo il crimine organizzato in Italia. Un Governo che, con il costante consenso degli italiani, si è dato come uno dei suoi compiti primari quello di estirpare questo male oscuro dal nostro Paese. 
Con lo stesso impegno, il nostro governo – ci piace chiamarci governo del fare - continuerà a lavorare nei prossimi tre anni per realizzare fino in fondo il programma su cui ci siamo impegnati con gli elettori appunto durante la campagna elettorale e quindi nel nostro programma elettorale. Abbiamo già fatto tantissimo in questi due anni, non solo risolvendo emergenze vecchie e nuove come la tragedia dei rifiuti a Napoli, il salvataggio dell'Alitalia come asset strategico per il nostro turismo e il miracolo delle case nuove, delle case antisismiche realizzate in pochi mesi per 30 mila terremotati de L'Aquila. Abbiamo tenuto in ordine i conti pubblici resistendo alle pressioni della sinistra e senza mettere mai le mani nelle tasche degli italiani. Ma abbiamo anche realizzato una serie di riforme, e cioè la riforma della scuola e dell'università che è oggi al senato, il federalismo fiscale, la modernizzazione della pubblica amministrazione, la semplificazione amministrativa, la riforma della giustizia civile, abbiamo rilanciato le grandi opere pubbliche e abbiamo dato il via alla riforma europea delle aziende municipalizzate, e ancora abbiamo attuato con la manovra la riforma delle pensioni, a cui seguirà la modifica dell'articolo 41 della Costituzione per liberare le imprese dai lacci e dai lacciuoli dell'oppressione burocratica. 
E presto condurremo in porto la nuova legge per ridare agli italiani la libertà di usare il telefono senza correre il rischio di vedersi pubblicate sui giornali le proprie vicende private, come succede ora. Abbiamo infine già in cantiere la grande riforma della giustizia e quella del fisco, con la determinazione di ridurre la pressione fiscale. 
Quindi, siatene certi: lavorando con serenità, che non ci ha mai abbandonato, come abbiamo sempre fatto, completeremo nella Legislatura il nostro programma di governo, senza farci condizionare dai continui tentativi di delegittimazione di una opposizione che nella realtà continua a perdere peso e voti. 
Questa settimana, se ci pensate bene, ci dà ancora una volta la fotografia delle due Italie.Noi che lavoriamo insieme alla grande maggioranza degli italiani che lavorano, arrestando centinaia di criminali e varando in Senato una manovra rigorosa, da 25 miliardi, che mette le basi della ripresa della nostra economia che funziona. E si prevede che il Pil aumenterà dell'1 per cento, più che in qualunque altro paese europeo, nel 2010.
Loro ed i loro giornali che continuano con le chiacchiere, gli insulti, le calunnie, i falsi teoremi, per cercare di infangare e di indebolire un governo che lavora, concretamente e bene, nell'interesse di tutti gli italiani.
 
Quindi cari amici, divulgate queste notizie con orgoglio, fieri di far parte di un grande movimento rivoluzionario e di essere insieme a tutti noi protagonisti di una grande rivoluzione liberale che si chiama Popolo della Libertà. 
A tutti voi davvero un grazie dal profondo del cuore, un forte abbraccio e un saluto affettuoso. 
Ancora grazie di cuore,
Silvio Berlusconi

Graffiti Ecco il festival della «svolta»

 Roma, 15 lug. - (Il Giornale)

 

 

Se si trattasse di un’arte riconosciuta, le chiamerebbero firme, ma nel mondo semiclandestino dei graffittari i writer preferiscono chiamarle «tag» e le lasciano un po’ ovunque: monumenti, edifici, vagoni della metropolitana. Difficile stabilire il confine tra arte e vandalismo, ma in una città come Roma i danni superano i vantaggi, visto che ogni anno il Comune spende oltre 5 milioni di euro per ripulire le scritte da muri e mezzi pubblici. Se i writer clandestini saltassero il fosso per darsi alla legalità, sarebbe quindi un bene per tutta la città. Un’utopia che ora potrebbe trasformarsi in realtà con la firma a settembre del Patto tra il Comune di Roma e l’associazione culturale di writer «Walls».

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Roma, Alemanno e Moccia mettono un lucchetto contro il degrado a Ponte Milvio

 

 

Roma, 12 giu. - (Adnkronos)

 

 

Grande successo per il quarto appuntamento con il Decoro Day alla quale ha preso parte questa mattina anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Il sindaco, insieme allo scrittore Federico Moccia, ha messo un lucchetto su uno dei pali dello storico ponte, un gesto per suggellare un invito ai giovani a non sporcare ma a manifestare i loro stati d'animo in modo originale e non indecoroso.

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